Il gioco di ruolo di John Doe
nasce dall’omonimo fumetto di Roberto Recchioni e Lorenzo Bartoli, pubblicato dall’Eura Editoriale.

L’ambientazione vede un mondo del tutto simile al nostro, in cui piccole divinità e leggende urbane vivono dissimulate agli esseri umani e in cui le Entità (le personificazioni di concetti come la Morte, il Tempo, la Guerra etc…) fanno sì che ogni cosa vada come deve andare secondo il volere delle Alte Sfere, i sostituti in carica del Grande Capo, che ha deciso di prendersi una bella vacanza dalla sua Creazione.

 

Il gioco permette ai giocatori di interpretare tre tipologie di personaggi. Potranno infatti scegliere se vestire i panni di alcuni di quei mortali che sanno o sono destinati a sapere davvero come va il mondo; potranno essere quegli immortali a cui Morte ha promesso una longevità pressoché illimitata in cambio di “favori”; potranno addirittura interpretare vere e proprie Leggende come Nick Barbabianca, l’Uomo Nero e altre creature simili.
Soprattutto, dovranno scegliere se essere a favore dell’immutabile ordine che le Alte Sfere hanno deciso per l’umanità o se cercare invece di sovvertirlo; se esserne Agenti o avversari. Saranno appunto la scelta e l’autodeterminazione, in un mondo in cui tutto sembra essere già stato deciso, il motore e la tematica fondamentale delle storie.

Il sistema di gioco utilizzato è il d100 System della Chaosium, lo stesso del Richiamo di Cthulhu e Stormbringer. Sono state però introdotte alcune sostanziali modifiche in grado di renderlo più fedele al fumetto e di permettere ai giocatori di sentirsi maggiormente calati nell’atmosfera ideata da Recchioni e Bartoli, che hanno supervisionato e approvato il lavoro finale. Un’atmosfera che mescola gli elementi più disparati: dal gotico moderno ai film d’azione, al noir o al citazionismo filmico e telefilmico, passando per tinte ora ironiche ora decisamente più tese.